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Donazione di sangue del cordone ombelicale

Cordone ombelicale

Cordone ombelicale

Cos’è il sangue del cordone ombelicale?

Il sangue del cordone ombelicale, detto anche ‘sangue placentare’, è il sangue che rimane nei vasi sanguigni del cordone ombelicale e della placenta al termine del parto. In passato esso veniva eliminato insieme alla placenta. Alla fine degli anni 70, alcuni ricercatori hanno scoperto che il sangue cordonale è ricco di cellule staminali emopoietiche, simili a quelle presenti nel midollo osseo.
Le cellule staminali emopoietiche generano i globuli rossi (che trasportano l’ossigeno ai tessuti), i globuli bianchi (che combattono le infezioni) e le piastrine (che contribuiscono alla coagulazione del sangue). Quindi: donare il sangue cordonale significa ridare a qualcuno la possibilità di continuare a vivere.

Quali sono le fasi della donazione del sangue del cordone ombelicale?

• la raccolta del consenso informato e dei dati sanitari dei futuri genitori
• la raccolta del sangue cordonale da parte di personale sanitario abilitato
• la conservazione del sangue cordonale in una struttura chiamata banca del sangue cordonale
• l’utilizzo del sangue cordonale per la cura di alcune malattie e lo sviluppo della ricerca.

Perchè donare?

Perché in venti anni è stato possibile il trapianto a oltre 20.000 bambini e adulti che non trovavano un midollo osseo compatibile. Il trapianto di midollo osseo avviene infatti grazie alla generosità di donatori inseriti in un registro internazionale ed è molto complesso il meccanismo che regola la compatibilità fra donatore e ricevente.
L’impiego del sangue cordonale rappresenta una preziosa alternativa al midollo osseo ed è prevalentemente usato per curare malattie del sangue molto gravi, fra le quali:
• le leucemie
• i linfomi
• alcune forme di talassemia
• alcuni tipi di immunodeficienza
• alcune malattie metaboliche.
La donazione di sangue cordonale è volontaria e gratuita.
Diffondere la cultura della donazione del cordone ombelicale significa aumentare la possibilità per tutti di trovare un sangue compatibile per il trapianto di cellule staminali.

Ci sono dei rischi durante il prelievo?

No. Il prelievo del sangue dal cordone ombelicale non comporta rischi né per la partoriente né per il neonato, in quanto viene raccolto dopo che il cordone è stato reciso.

Quali sono i vantaggi del trapianto di sangue cordonale?

• è più facile identificare un donatore compatibile
• è immediatamente disponibile e quindi riduce i tempi di attesa per il trapianto
• riduce il rischio di trasmissione di infezioni virali dal donatore al ricevente
• è facilmente utilizzabile nei bambini e negli adulti di piccola e media corporatura.

Quali sono gli svantaggi?

L’utilizzo nei pazienti adulti della dose cellulare del sangue placentare non sempre risulta essere sufficiente. Si sta cercando di superare questo inconveniente con successo trapiantando contemporaneamente due unità di sangue di cordone ombelicale allo stesso paziente o coltivando in laboratorio le cellule per aumentarne il numero prima del trapianto.

Perché il sangue cordonale è utile per la ricerca?

Il sangue cordonale, quando non contiene un numero sufficiente di cellule staminali, può essere utilizzato per ricerca.
Scopo principale della ricerca è approfondire lo studio delle funzioni delle cellule staminali, identificare la causa di gravi malattie e promuovere lo sviluppo di nuovi farmaci per il loro trattamento.

Posso utilizzare il sangue del cordone ombelicale di mio figlio per curare il fratello?

La legge italiana consente l’utilizzo personale del sangue di cordone ombelicale raccolto da neonati fratelli di pazienti affetti da patologie potenzialmente curabili con il trapianto di progenitori emopoietici (donazione dedicata).
Per valutare l’opportunità di attivare la procedura di raccolta di unità dedicata di sangue cordonale del nascituro, fratello/sorella del consanguineo malato, il medico specialista che segue il piccolo paziente può mettersi direttamente in contatto con il Responsabile Medico della Banca territoriale.

È opportuna la conservazione privata del sangue placentare per il proprio figlio sano?

Al di fuori dei casi descritti sopra (cioè di donazione dedicata) non c’è ragione di conservare il sangue cordonale in banche private, con l’idea di poterlo utilizzare in futuro, in quanto non esistono evidenze scientifiche che dimostrino l’utilità delle cellule a distanza di anni né è dimostrata l’efficacia delle cellule staminali per la ricostruzione di organi danneggiati. La conservazione ad uso privato potrebbe ridurre drasticamente la disponibilità di cellule staminali e quindi la possibilità di una cura reale per quei pazienti in attesa di un trapianto.

È per affermare il concetto solidaristico e altruistico della donazione che in Italia è vietata l’istituzione di banche private per la conservazione di sangue cordonale ed è vietata ogni forma di pubblicità connessa alle stesse. È comunque lasciata la possibilità di esportare il sangue cordonale all’estero. In tal caso le spese sono totalmente a carico dei genitori.

Cosa devo fare se voglio donare?

È necessario che la coppia donatrice:
- svolga un colloquio anamnestico che riguarda le proprie condizioni di salute e quelle dei familiari diretti;
- esprima la propria volontà sottoscrivendo un consenso informato alla donazione;
- la donatrice sarà chiamata a ripetere alcuni esami dopo 6/12 mesi dal parto per ripetere alcuni esami e per avere delle informazioni sullo stato di salute del bambino.

Dove posso avere informazioni?

- presso i consultori sanitari in occasione delle visite pre-parto e durante i corsi di preparazione al parto
- presso gli ambulatori ginecologici e ostetrici degli ospedali di S. Maria Annunziata (tel. 055 6936274), S. Giovanni di Dio (tel. 055 6932227), Borgo S. Lorenzo (tel. 055 8451227)
- presso la Banca del Cordone Ombelicale - AOU Careggi (tel. 055 7947672)
- presso il Centro di Diagnosi Prenatale dell’Ospedale P. Palagi - mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per ulteriori informazioni telefonare a: Coordinamento Donazioni e Trapianti (tel. 055 6937682 - 055 6937332

Siti internet: www.cbbtoscana.it; www.adisco.it; www.asf.toscana.it

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