L'ANGIOGRAFO DI PESCIA

 

COMUNICATO STAMPA 

 


 

L'ANGIOGRAFO DI PESCIA 

LA REPLICA DELL'AZIENDA SANITARIA 

 

Scritto da Ufficio Stampa, sabato 30 settembre 2017

 

 

Pistoia - Ormai è consuetudine, prima si accusa di non investire per affossare l’Ospedale di Pescia e poi, una volta fatti gli investimenti, si accusa di sperperare risorse, in questo caso per una “fuoriserie” impiegata come un’utilitaria. E' questa l'accusa avanzata all'Azienda Sanitaria dal dottor Giuseppe Fiore, nel doppio ruolo di dipendete di un servizio della AUSL e responsabile della sanità della Lega Nord. Un'accusa che non trova fondamento, in quanto, precisa l'Azienda USL Toscana centro  al dottor Fiore, in primo luogo, sfugge il fatto che ogni apparecchiatura deve essere commisurata al compito che deve svolgere, sia in termini qualitativi che quantitativi, a meno che, la sua critica sia solo strumentale, e non basata su fatti oggettivi.

 

Sulla qualità del nuovo Angiografo, appena inaugurato con un investimento pari 800 mila euro l'Azienda è convinta che anche il Dott. Fiore concordi sulla necessità di una “macchina buona”. Circa la quantità, egli è sicuramente a conoscenza del fatto che, per ogni Presidio Ospedaliero, la presenza di un laboratorio di emodinamica è subordinata ad un certo bacino di utenza, ai volumi di attività e all’esperienza degli operatori, se tali requisiti non vengono raggiunti, il laboratorio semplicemente non deve esistere. Ogni anno, il laboratorio di emodinamica della ex USL 3, attivo H24 dal 2008, effettua complessivamente un numero di procedure di angioplastica coronarica (PTCA) circa doppio rispetto ai requisiti minimi. Tuttavia, andando a scorporare i dati, si apprezza come le PTCA su pazienti prevenienti dall’ospedale di Pescia rappresentino storicamente circa un terzo del totale .

 

L’Azienda poteva quindi centralizzare tutte le procedure sul nuovo ospedale di Pistoia, al contrario, dimostrando un’assoluta attenzione alle richieste della popolazione e dei medici della Valdinievole, ha invece deciso di investire sul Cosma e Damiano, dotandolo di un’apparecchiatura di prim’ordine, sulla quale opera, è bene sottolinearlo, la stessa equipe dell’Ospedale San Jacopo di Pistoia, equipe già adeguatamente potenziata per far fronte alle giornate di apertura previste a regime. A questo proposito, appare quantomeno puerile ridurre la questione ad una competizione tra i due Presidi, le tre sedute (e non due) dedicate all’emodinamica previste al Cosma e Damiano, sono il risultato di un’ottimizzazione in relazione al bacino d’utenza, ai volumi ed alla tipologia delle attività. Tre sedute settimanali sono infatti storicamente del tutto adeguate a soddisfare i bisogni di procedure elettive per i pazienti ricoverati, evitando il disagio di trasferimenti inter-ospedalieri. Le giornate rimanenti saranno dedicate ad altre attività, tra le quali le procedure di elettrofisiologia. 

Per le procedure in urgenza, il Dott. Fiore, avendo a lungo operato al Pronto Soccorso, dovrebbe ben sapere che la rete per l’infarto della nostra Provincia è da anni tra le migliori d’Italia per quanto concerne i risultati sulla sopravvivenza, un dato che vale sia per i pazienti della Valdinievole che per quelli di Pistoia.

 

 



Ultimo aggiornamento: 03/10/17