EPATITE A UN NUOVO RICOVERO AL SAN JACOPO

 

COMUNICATO STAMPA –AZIENDA USL TOSCANA CENTRO

 

 

EPATITE A. UN NUOVO RICOVERO AL SAN JACOPO

MIGLIORANO LE CONDIZIONI DEI TRE PAZIENTI RICOVERATI

PROSEGUE L’INDAGINE EPIDEMIOLOGICA E LA PROFILASSI

 

Scritto da Daniela Ponticelli, martedì 3 ottobre 2017

 

Pistoia – Un nuovo ricovero all’ospedale San Jacopo di Pistoia per Epatite A nel reparto malattie infettive, diretto dal dottor Massimo Di Pietro. Si tratta di un giovane le cui condizioni cliniche non destano preoccupazione, dal momento che la malattia ha, solitamente, un andamento benigno. Saranno invece presto dimesse le tre persone ricoverate dalla scorsa settimana.

 

Nuovamente il dottor Di Pietro precisa che il ricovero per Epatite A viene disposto per confermare la diagnosi; la malattia si manifesta con ittero (cute gialla), nausea e disappetenza; nella maggior parte dei casi ha un decorso rapido e i giorni di degenza necessari sono pochi.

Dall’inizio dell’anno ad oggi i casi di Epatite A ricoverati nell’area pistoiese sono stati 31.

 

Dal 18 al 28 settembre sono state 12 le persone ricoverate al San Jacopo perché affette da epatite A.

In particolare la concentrazione di casi, in un arco temporale così ristretto, ha fatto intervenire, l’igiene e sanità pubblica dell’area pistoiese, diretta dalla dottoressa Paola Picciolli, che ha subito avviato l’indagine epidemiologica, volta a stabilire il veicolo e la fonte di infezione; l’indagine ha escluso che si tratti di origine idrica. Proseguono gli accertamenti e le verifiche e anche l’attività di profilassi ai conviventi ed ai contatti stretti; in tutto circa un’ottantina di persone di cui circa una ventina hanno già ricevuto la vaccinazione.

 

La trasmissione del virus avviene prevalentemente per via oro-fecale, attraverso il consumo di cibi (frutti di mare crudi o non sufficientemente cotti, frutti di bosco, ecc…), acqua contaminata o per contatto con persone infette. Negli ultimi anni è stata verificata anche la trasmissione per via sessuale.

 

Un altro importante fattore di rischio è rappresentato dai viaggi in aree ad alta endemia. L’esposizione al virus è oggi meno comune nei bambini rispetto al passato mentre i soggetti giovani-adulti sono maggiormente suscettibili all’infezione. Esiste la possibilità di vaccinarsi: in genere la profilassi è consigliata ai viaggiatori internazionali, ai conviventi e ai contatti stretti dei casi che hanno contratto l’infezione.




Ultimo aggiornamento: 03/10/17