domande più frequenti

Dipartimento della Prevenzione

Unità Funzionale Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare

www.usl3.toscana.it              Responsabile Dott. Stefano Cantini - stefano.cantini@usl3.toscana.it





DOMANDE PIU' FREQUENTI

SU ASPETTI APPLICATIVI DEL D.lgs 194/08

 

1. Qual è la scadenza per il pagamento della tariffa annuale?

L’art. 10 comma 4 del D.lgs 194/2008 stabilisce che gli importi relativi ai pagamenti di cui alla sezione 6 allegato A devono essere versati entro il 31 gennaio dell’anno cui si riferiscono.

2. Quali attività rimangono escluse dal campo di applicazione del D.Lgs. 194/08?

Sono esclusi dal campo di applicazione del decreto, e pertanto non sono obbligati al pagamento della tariffa annua:

  • Gli Operatori del Settore Alimentare soggetti a controlli sanitari ufficiali ai sensi del Reg. (CE) 882/04 che svolgono attività non ricomprese nelle tipologie di stabilimenti di cui alla sezione 6 dell’allegato A del decreto
  • Le imprese alimentari con produzione e/o commercializzazione al dettaglio, ovvero destinata direttamente al consumatore finale, superiore al 50% del fatturato annuo
  • Gli imprenditori agricoli per l’esercizio delle attività di cui all’art. 2135 del codice civile qualora, per le attività di cui all'allegato A sezione 6, non superino i quantitativi indicati per la fascia produttiva annua A e B (art. 1 comma 3-bis D.Lgs. 194/08)

 

3. A quale anno ci si deve riferire nel dichiarare la fascia produttiva in attività esistenti e nuove attività?

Nel caso di imprese alimentari in attività la fascia produttiva è calcolata sulla base del fatturato dell’anno precedente.

Nel caso di nuova registrazione o nuovo riconoscimento, rilasciati nel corso dell’anno, il titolare dell’impresa dovrà effettuare una stima dell’entità produttiva prevista per l’anno in corso, salvo conguaglio, in positivo o in negativo, al termine del primo anno di attività. In questo caso il valore della tariffa verrà calcolato in dodicesimi in base al periodo di attività dell’impresa.

4. Cosa si intende ai fini del D.Lgs 194/2008 con il termine attività prevalente all'ingrosso?

Un'attività produttiva che commercializza non al dettaglio una percentuale superiore al 50%.

5. Se una ditta commercializza sia al dettaglio sia all'ingrosso, come si calcola la fascia produttiva annua?

Si calcola sulla base del volume complessivo prodotto e/o commercializzato, ovvero sommando vendita all'ingrosso e al dettaglio.

6. Se in uno stabilimento sono svolte più attività, quale è considerata l'attività prevalente?

Si considera prevalente ai fini del pagamento della tariffa il riconoscimento comunitario. Per le attività registrate si considera prevalente l'attività che si colloca nella fascia più onerosa per volume di produzione e/o commercializzazione.

7. Cosa fare in caso di variazione della fascia di appartenenza?

Nel caso in cui l’OSA verifica una variazione della fascia produttiva e/o della tipologia di attività (es: da ingrosso a dettaglio) è necessario compilare e trasmettere la nuova “autodichiarazione” tempestivamente non appena tale variazione si verifica all’UF SPVSA (clicca qui per i recapiti).

8. L’autodichiarazione va compilata ogni anno?

No. Per le imprese con sede operativa nel territorio della Regione Toscana l’importo della tariffa dovuta viene calcolato sulla base dell’ultima autodichiarazione pervenuta. Una volta compilata l’autodichiarazione e trasmessa all’UF SPVSA essa va ricompilata soltanto nel caso intervengano variazioni a quanto dichiarato. Ad esempio quando varia la ragione sociale o il titolare dell’impresa, quando varia la sede legale o la sede operativa, quando varia la percentuale tra vendita ingrosso e dettaglio, quando varia la fascia produttiva, quando si cessa l’attività.

9. I centri cottura devono pagare?

Devono pagare la tariffa tutti i centri di cottura che veicolano/distribuiscono un quantitativo di pasti superiore al 50% della produzione annuale a uno o più terminali di distribuzione di altra ditta/ente/istituzione. La tariffa è dovuta sulla base di quantitativo di materie prime in entrata nel centro cottura.

10. Come sono considerati ai fini del D. Lgs. 194/08 i "Cash and Carry"?

I Cash and Carry sono da considerare tra le attività prevalenti all'ingrosso; tali attività sono assoggettate al pagamento delle tariffe previste dalle sezioni da 2 a 5 (qualora svolgano attività riconosciute ricadenti in queste sezioni), nonché della eventuale tariffa prevista dalla sezione 6.

11. Gli stabilimenti che effettuano solo lavorazioni parziali del ciclo produttivo nei settori indicati nella sezione 6, commercializzando prodotti destinati a completare il ciclo di produzione in altri stabilimenti sono assoggettate alla tariffe di cui alla medesima sezione 6?

Si, sono assoggettati anche se il ciclo di produzione si completa in altri stabilimenti. Questo perché i controlli sanitari ufficiali di cui al Reg. CE 882/04 sono finalizzati a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e alimenti in tutte le fasi della produzione, della trasformazione, e della distribuzione degli alimenti e dei mangimi, ovvero in tutte le fasi della cosiddetta “filiera alimentare”.

12. Gli imprenditori agricoli devono pagare?

La L. 189/2012 di conversione del D.L. 158/2012, cosiddetto “Decreto Balduzzi”, ha chiarito che sono esclusi dal pagamento gli imprenditori agricoli per l'esercizio delle attività di cui all'articolo 2135 del codice civile. Tale esclusione si applica per le attività di cui all'allegato A, sezione 8 qualora non siano superati i quantitativi produttivi indicati in detta sezione (fasce produttive A e B della sezione 6 sono escluse, mentre la fascia C è soggetta al pagamento). Sono inoltre esenti gli stabilimenti di lavorazione del riso e del risone, se la produzione complessiva annua non supera il quantitativo di 3000 tonnellate.

13. I depositi alimentari utilizzati dalle cooperative di imprenditori agricoli e dai consorzi agrari sono soggette alla tariffa?

Ai Sensi del D.L. 91/2014 coordinato con L. 116/2014 – Art. 1Bis comma 13, i depositi alimentari non sono assoggettabili se utilizzati dalle cooperative di imprenditori agricoli, che per lo svolgimento delle loro attività di cui all'art. 2135 c.c. utilizzano prevalentemente prodotti dei soci e dai consorzi agrari per la fornitura di servizi agli imprenditori agricoli.

14. Cosa si intende alla voce della sezione 6 "Alimenti vegetali non considerati altrove "?

Tutti gli stabilimenti di produzione e commercializzazione non espressamente specificati nella sezione 6, quali ad esempio acetaie, zuccherifici, impianti di lavorazione e confezionamento funghi, essiccatoi di cereali per alimentazione umana, ecc.

15. I frantoi oleari conto terzi sono soggetti all’applicazione del D.Lgs. 194/08?

Il Ministero della Salute, con nota DGISAN n° 34461 del 05/9/2014 diramata all'Associazione Italiana Frantoi e per conoscenza agli Assessorati alla Sanità, ha confermato che i titolari di frantoi oleari, anche nel caso trasformino per conto terzi, sono da considerarsi imprenditori alimentari che svolgono attività connesse alla trasformazione degli alimenti, sono pertanto sottoposti a controlli ufficiali (Reg. CE 882/04) e sono soggetti all'applicazione del D.Lgs. 194/08.

I frantoi oleari conto terzi (allegato A sezione 6 del D.Lgs 194/08 sotto la voce produzione ed imbottigliamento olii), come precisato nella citata nota ministeriale, potranno usufruire dell'esenzione dal pagamento delle tariffe per i controlli ufficiali solo laddove siano in grado di dimostrare che la loro attività prevalente sia quella "al dettaglio" (rivolta al consumatore finale) e non invece quella "all'ingrosso" (ossia non rivolta al consumatore finale). Piu precisamente, le imprese trasformatrici che destinano più del 50% dell'olio prodotto per altre imprese o aziende agricole, ricadono sempre nel campo di applicazione della sezione 6 dell’allegato A del D.Lgs. 194/2008 e sono dunque tenute al pagamento di una tariffa annua forfetaria differenziata per fasce produttive.

16. Le gelaterie sono soggette al pagamento?

Le gelaterie sono comprese nella voce della sezione 6 "Cioccolato e prodotti a base di latte ottenuti da materia prima trasformata" e pertanto sono attività soggette al pagamento se producono/commercializzano all’ingrosso più del 50% del fatturato annuo.

17. Quali attività comprende la voce "depositi alimentari "?

Comprende tutti i depositi alimentari per la commercializzazione all'ingrosso nei quali sono detenuti prodotti alimentari e prodotti intermedi di lavorazione (es.: anche deposito acque minerali). Sono compresi i depositi degli spedizionieri specificatamente destinati al deposito di alimenti e i depositi centralizzati delle grandi catene di distribuzione. Sono invece esclusi i depositi di trasportatori per conto terzi quando l’utilizzo dei depositi è di brevissima durata.

18. Cosa succede in caso di omesso o incompleto pagamento?

A seguito di verifica, in caso di inadempienze saranno applicate le sanzioni previste dall’art. 10 comma 5 D.lgs 194/2008, che prevedono procedure di riscossione coatta e la maggiorazione del 30% del contributo, oltre agli interessi legali maturati.

19. Per chi cessa l’attività durante l’anno è prevista una riduzione della tariffa?

No. Per la cessazione o la sospensione d’attività non è previsto il rimborso della tariffa che è pagata anticipatamente per l’anno in corso entro il 31 gennaio. Il pagamento in dodicesimi della tariffa è previsto soltanto nel caso di nuova registrazione o nuovo riconoscimento.

22 settembre 2015



Ultimo aggiornamento: 07/06/16